La psicoterapia corporea parte dal presupposto che mente e corpo non siano separati, ma che siano solo espressioni diverse del nostro organismo e come tali in stretta connessione. Ogni modificazione che avviene nel nostro organismo ha un risvolto sia a livello psichico che a livello corporeo, anche se a volte non ne siamo consapevoli.

Le emozioni che ci attraversano sono reazioni del nostro organismo ad uno stimolo (del mondo esterno o interno) e si esprimono allo stesso tempo con stati psichici e fisici. Quando viviamo un’emozione piacevole, la nostra mente si riempie di pensieri positivi e nel corpo sentiamo più energia, mentre quando l’emozione è spiacevole entriamo in un turbine di pensieri negativi ed il nostro corpo entra in uno stato di contrazione: i muscoli respiratori si contraggono e riducono la respirazione, il sistema digestivo si altera, il tono dei muscoli posturali aumenta fino a creare contratture, il sistema immunitario si indebolisce.

Se lo stimolo non è in linea con i bisogni dell’organismo ed interviene in un periodo di particolare vulnerabilità, l’emozione negativa può cronicizzare e mantenersi anche una volta che lo stimolo è cessato. L’organismo entra in uno stato cronico di allerta, riduce la sua vitalità, mantenendosi in uno stato di sopravvivenza.

Quando una persona richiede una psicoterapia, spesso si trova in questo stato, anche se non sempre è consapevole di tutti i risvolti del malessere che sono attivi sull’intero organismo: culturalmente in Occidente non siamo abituati a collegare gli stati mentali con gli stati fisici, anche se magari ad un certo livello sentiamo quel collegamento.

Per uscire dalla dimensione di sopravvivenza l’organismo ha bisogno di sentire che l’ambiente è diventato sicuro; se la sensazione di sicurezza è sufficientemente intensa, la persona può osare uscire dalla dimensione di allerta e tornare a respirare, come una lumaca che torna a tirare fuori le antenne quando sente che il pericolo è passato.

A differenza delle psicoterapie verbali, che agiscono unicamente sulla dimensione mentale per agire sul blocco emotivo, la psicoterapia corporea mette in campo l’intero organismo: oltre alla dimensione psichica interviene anche a livello corporeo. In entrambi i casi però l’obiettivo è creare un ambiente relazionale rassicurante, perché come dice Stephen Porges: « quando siamo spaventati, non possiamo guarire[1]».

A livello corporeo si può intervenire in modi differenti ed infatti oggi esistono diverse scuole di psicoterapia corporea. Il mio metodo di lavoro si basa pricipalmente su quattro scuole, le psicoterapie Organismica, Biosistemica, Bioenergetica e Biodinamica.

[1]Porges, S., La guida alla teoria polivagale, Fioriti ed., 2023, p.80 – Porges è il fondatore della teoria polivagale.